Istituto Ortodermico Italiano dott. Daniele Campo, dott. Alfredo Rossi, dott. Giuseppe Genovesi
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Visita Tricologica

S.I.Tri. - Società Italiana di Tricologia

Società scientifica fondata nel 1996

Atti del "XXIII Incontro" della Società Italiana di Tricologia.

La nostra consueta riunione semestrale si svolgerà per la prima volta a Roma, domenica 21 ottobre 2007. Parteciperanno alla riunione i medici tricologi più qualificati in campo nazionale con i colleghi delle cliniche universitarie più rappresentative in questo settore. L'evento prevede l'attribuzione di crediti ECM (5 punti). Questo incontro dal tema "Alopecie diffuse" è diretto alla discussione di un argomento attualmente molto dibattuto, soprattutto, per quanto riguarda le sue ripercussioni sul sesso femminile.

PROGRAMMA DEFINITIVO

"Le Alopecie Diffuse"
Roma - domenica 21 ottobre 2007

Ore 10 - Sessione Antimeridiana
Moderatori: Prof.ssa Marcella Guarrera - Dott. Andrea Marliani - Dott. Roberto d'Ovidio

Prof. Alfredo Rebora (Professore emerito - Università di Genova)
Quando e perché l'uomo ha perso i peli e come ha fatto a sopravvivere
Perché l'uomo, solo di 193 specie di primati, sia praticamente glabro rimane un mistero. Sono state avanzate numerose ipotesi, ma nessuna è convincente. In realtà il problema non è il perché siamo senza pelliccia, una domanda senza senso biologico, ma quando s'è verificata la mutazione e come hanno fatto gli ominidi a sopravvivere. Dopo un breve riassunto delle principali teorie, verranno presentate le poche evidenze disponibili e fissata la data della mutazione spiegato il meccanismo attraverso il quale la mutazione, evidentemente deleteria, non ha influito sul successo della specie.
Prof. Torello Lotti (Professore ordinario di dermatologia - Università di Firenze)
Lettura magistrale: Alopecie cicatriziali
Dott. Roberto d'Ovidio (Coordinatore Gruppo di tricologia AIDA)
Alopecia androgenetica ed Alopecia diffusa femminile: continuum o sovrapposizione?
Il diradamento e l'assottigliamento dei capelli nelle aree parietali, con relativo risparmio delle tempie e dell'occipite caratterizzano l'alopecia androgenetica femminile come definita da Ludwig nel 1977. Ultimamente, per diverse ragioni - non ultima quella del raro riscontro in queste donne di significative alterazioni ormonali- si sta ponendo in questione la definizione "androgenetica" ed è stata riproposta da alcuni esperti americani - ma anche europei - l'identificazione di un' "alopecia con pattern femminile", quasi un ritorno all' "alopecia diffusa femminile" utilizzata precedentemente alla classificazione di Ludwig. Criterio diagnostico fondamentale rimane però l'osservazione del fenomeno della miniaturizzazione del pelo solo nelle aree affette dal diradamento. Come diagnosi differenziali sono da porre essenzialmente il Telogen Effluvium Cronico, l'Alopecia Areata Diffusa o Incognita ed alcune forme di alopecia cicatriziale a pattern centrifugo. A nostro parere sono possibili senz'altro fenomeni di sovrapposizione tra queste patologie, piuttosto che un continuum. Questo comporta dal punto di vista clinico di dover utilizzare contemporaneamente terapie non sempre sinergiche nei confronti del problema o -addirittura- completamente inadeguate e fonte di fallimento anche in trias clinici altrimenti ben progettati. Verranno illustrate le ragioni che secondo noi propendono per il mantenimento della definizione "Alopecia Androgenetica Femminile" e per la ridiscussione della definizione "Telogen Effluvium" che non è che un epifenomeno ed una patomorfosi dalle cause assolutamente eterogenee cui il follicolo pilifero risponde in maniera standardizzata con la "fuga in Telogen" e che quindi non possiede in sè dignità di malattia e tantomeno quindi terapie specifiche.

Dott. Alfredo Rossi (Coordinatore GITRI)
Alopecie diffuse: I pattern dermatoscopici
Il diradamento e l'assottigliamento dei capelli nelle aree parietali, con relativo risparmio delle tempie e dell'occipite caratterizzano l'alopecia androgenetica femminile come definita da Ludwig nel 1977. Ultimamente, per diverse ragioni - non ultima quella del raro riscontro in queste donne di significative alterazioni ormonali- si sta ponendo in questione la definizione "androgenetica" ed è stata riproposta da alcuni esperti americani - ma anche europei - l'identificazione di un' "alopecia con pattern femminile", quasi un ritorno all' "alopecia diffusa femminile" utilizzata precedentemente alla classificazione di Ludwig. Criterio diagnostico fondamentale rimane però l'osservazione del fenomeno della miniaturizzazione del pelo solo nelle aree affette dal diradamento. Come diagnosi differenziali sono da porre essenzialmente il Telogen Effluvium Cronico, l'Alopecia Areata Diffusa o Incognita ed alcune forme di alopecia cicatriziale a pattern centrifugo. A nostro parere sono possibili senz'altro fenomeni di sovrapposizione tra queste patologie, piuttosto che un continuum. Questo comporta dal punto di vista clinico di dover utilizzare contemporaneamente terapie non sempre sinergiche nei confronti del problema o -addirittura- completamente inadeguate e fonte di fallimento anche in trias clinici altrimenti ben progettati. Verranno illustrate le ragioni che secondo noi propendono per il mantenimento della definizione "Alopecia Androgenetica Femminile" e per la ridiscussione della definizione "Telogen Effluvium" che non è che un epifenomeno ed una patomorfosi dalle cause assolutamente eterogenee cui il follicolo pilifero risponde in maniera standardizzata con la "fuga in Telogen" e che quindi non possiede in sè dignità di malattia e tantomeno quindi terapie specifiche.

Dott. Andrea Marliani (Presidente fondatore SITRI)
La dismorfofobia: clinica e terapie
Il diradamento e l'assottigliamento dei capelli nelle aree parietali, con relativo risparmio delle tempie e dell'occipite caratterizzano l'alopecia androgenetica femminile come definita da Ludwig nel 1977. Ultimamente, per diverse ragioni - non ultima quella del raro riscontro in queste donne di significative alterazioni ormonali- si sta ponendo in questione la definizione "androgenetica" ed è stata riproposta da alcuni esperti americani - ma anche europei - l'identificazione di un' "alopecia con pattern femminile", quasi un ritorno all' "alopecia diffusa femminile" utilizzata precedentemente alla classificazione di Ludwig. Criterio diagnostico fondamentale rimane però l'osservazione del fenomeno della miniaturizzazione del pelo solo nelle aree affette dal diradamento. Come diagnosi differenziali sono da porre essenzialmente il Telogen Effluvium Cronico, l'Alopecia Areata Diffusa o Incognita ed alcune forme di alopecia cicatriziale a pattern centrifugo. A nostro parere sono possibili senz'altro fenomeni di sovrapposizione tra queste patologie, piuttosto che un continuum. Questo comporta dal punto di vista clinico di dover utilizzare contemporaneamente terapie non sempre sinergiche nei confronti del problema o -addirittura- completamente inadeguate e fonte di fallimento anche in trias clinici altrimenti ben progettati. Verranno illustrate le ragioni che secondo noi propendono per il mantenimento della definizione "Alopecia Androgenetica Femminile" e per la ridiscussione della definizione "Telogen Effluvium" che non è che un epifenomeno ed una patomorfosi dalle cause assolutamente eterogenee cui il follicolo pilifero risponde in maniera standardizzata con la "fuga in Telogen" e che quindi non possiede in sè dignità di malattia e tantomeno quindi terapie specifiche.


Ore 13 - Pranzo


Ore 15 - Sessione Pomeridiana
Moderatori: Prof. Paolo Piazza - Dott. Paolo Gigli - Dott. Alfredo Rossi

Dott. Paolo Gigli- Pistoia
Acido fosfatidico: potenzialità in tricologia
L'acido fosfatidico e' un fosfolipide che svolge funzioni di secondo messaggero intracellulare. La fosfolipasi D (PLD) è un enzima chiave in una via di trasduzione che idrolizza la fosfatidilcolina (PC) e porta alla formazione dei secondi messaggeri acido fosfatidico (PA) e diacilglicerolo (DAG). Nel follicolo pilifero e' possibile distinguere 2 tipi cellulari principali:
1)cellule connettivali -papilla dermica
2)cellule epiteliali -guaina epiteliale interna ed esterna,cellule della matrice
Shapiro e Price hanno concluso che nella valutazione di principi attivi finalizzati a stimolare la crescita dei capelli in patologie , un 'importante indice di valutazione e' l'entità con cui questi principi vanno a stimolare la proliferazione dei cheratinociti del follicolo
E' stato dimostrato che sia l'acido fosfatidico che l'acido lisofosfatidico attraverso meccanismi recettoriali e non , promuovono la crescita e moltiplicazione di numerosi tipi cellulari in vitro: fibroblasti umani, cellule endoteliali, cellule osteoblastiche. L'Acido fosfatidico inoltre agisce controllando la divisione cellulare essendo coinvolto nei meccanismi di passaggio tra g1 e s.
Effetti dell'acido fosfatidico su colture di cheratinociti e cellule epiteliali del topo da laboratorio:
1) Risulta efficace nel promuovere crescita e moltiplicazione delle cellule epiteliali del follicolo;
2)Come e' ben noto il TGF-b1 e' capace di indurre apoptosi delle cellule epiteliali del follicolo,e quindi di innescare la fase catagen l'aggiunta di acido fosfatidico alla coltura cellulare neutralizza l'effetto inibitore del TGF-b1.
In vivo nel modello del topo da laboratorio l'acido fosfatidico applicato topicamente sulla cute dorsale si e' mostrato capace di indurre l'anagen e di stimolare la crescita dei peli.
In ratti rasati, dopo 18 giorni una soluzione di minoxidil 1% ha portato a ricrescita su circa il 75% dell' area rasata; sempre dopo 18 giorni 0,4% di acido fosfatidico ha portato a ricrescita sul 63% dell' area rasata. Con il solvente utilizzato nella sperimentazione la massima percentuale di acido fosfatidico solubilizzabile e' stato lo 0,4%.
Conclusioni. L'insieme dei dati ottenuti sia in vivo che in vitro mostrano le potenzialita' di uso in tricologia del principio attivo in questione, i dati in vivo in particolare ne suggeriscono la possibilita' di uso topico sul cuoio capelluto in forma di lozione.


Prof. Umberto Nardi - Roma (Professore incaricato di Botanica Farmaceutica - Univ. Catt. Roma)
Sostanze simil-progestiniche naturali quali antagonisti del testosterone

Dott. Sabatino Papandrea
Uso dei fattori di crescita da plasma ricco in piastrine autologhe nelle alopecie
L'impiego dei fattori di crescita da plasma ricco in piastrine ha avuto, recentemente, un gran impiego nel miglioramento estetico della cute per neocollagenogenesi reticolare.
L'importante risposta clinica verificata sui miei pazienti ed i principi scientifici della tecnica mi hanno indotto a provare questa metodologia anche nel miglioramento del metabolismo del capello.
Il lavoro clinico è stato programmato sull'alopecia androgenetica, sull'alopecia areata e sul capello distrofico. La valutazione della risposta è stata eseguita sia sul piano medico, che fotografico che strumentale. La tecnica utilizzata per questa ultima valutazione è stata il tricogramma.
Il trattamento, eseguito con infiltrazioni intradermiche di PRP nel cuoio capelluto a cadenza mensile per 3 sessioni, ha evidenziato un aumento percentuale della fase anagen nell'alopecia androgenetica, un rispessimento della zona nell'alopecia areata e soprattutto un evidente miglioramento dello stato e dell'aspetto dei capelli in caso di capello distrofico.
Possiamo concludere che l'attivazione metabolica da parte dei fattori di crescita contenuta nel PRP induce un miglioramento del trofismo della matrice del capello.


Dott. Carlo Grassi - Montecatini Terme
Trapianto di unità follicolari (FUT) nella cura della calvizie : criteri di utilizzo dismorfofobia: clinica e terapie
La cura chirurgica della calvizie si è progressivamente evoluta ed oggi ha raggiunto un alto grado di efficacia ed affidabilità sia nell'uomo che nella donna. La metodica non è comunque semplice da eseguire e richiede un lungo periodo di apprendimento. Soprattutto difficile è preparare un personale addestrato, essenziale per una perfetta manipolazione degli innesti. La suddivisione delle singole unità follicolari ed il loro inserimento sono ovviamente i tempi operatori più delicati ma anche il prelievo deve essere perfetto così da non mettere in pericolo la sopravvivenza dei bulbi residui e ridurre le scorte disponibili e "restare senza carburatnte in mezzo al mare". A questo proposito la TET è sicuramente da preferire , soprattutto se non disponiamo di una esperienza particolare. Le capacità tecniche non sono comunque gli unici requisiti perchè il trapianto possa avere successo. Altrettanto importante è imparare ad amministrare quanto la regione donatrice mette a disposizione del chirurgo così da poter mantenere nel tempo un risultato naturale. La riserva posteriore, abbondante in alcuni casi e appena sufficiente in altri, è sempre limitata e va sfruttata con intelligenza. L'estensione della zona sottoposta a rinfoltimento è quasi sempre più importante della densità che va privilegiata solo nelle forme più limitate e stabilizzate. Quanto alla distribuzione degli innesti consigliamo sempre di restare il più possibile "centrali" e integrare poi la copertura ottenuta nella direzione del diradamento.

Dott.ssa Simona Turtù - Ascoli Piceno
La microscopia a luce polarizzata: il tricogramma
Il microscopio in luce polarizzata rappresenta un prezioso ausilio per chi tratta le problematiche dei capelli. L'osservazione della morfologia e di tutte le caratteristiche del capello permette una diagnosi precisa e mirata, distinguendo situazioni che all'occhio clinico presentano molte somiglianze, mentre l'esame delle caratteristiche microscopiche può essere dirimente nella diagnosi differenziale.
Inoltre la diagnosi microscopica è completamente oggettiva, dato che può essere visionata sia dal medico che dal paziente, il cui coinvolgimento nello studio del proprio capello è già terapeutico.
D'altro canto, i dati che otteniamo dallo studio in microscopia a luce polarizzata (indici di vitalità del capello, deformazioni del bulbo, stato di salute delle guaine con percentuali di lattato di ammonio e squalene) non sono solo quantificabili, permettendo così di capire la velocità e lo stadio dell'evoluzione di una patologia, ma consentono anche un follow-up nel tempo per valutare l'efficacia della terapia attuata.
Noi abbiamo inserito lo studio del capello in microscopia a luce polarizzata non solo nella nostra pratica clinica di tricologi, ma anche nella nostra attività di dermochirurghi che effettuano l'autotrapianto di capelli.
Questo tipo di intervento deve essere posizionato in un preciso momento dell'evoluzione dell'alopecia androgenetica, per avere il risultato migliore e più duraturo possibile. In questa ottica, il paziente candidato all'autotrapianto va preparato adeguatamente all'intervento, e poi mantenuto in modo idoneo dopo l'intervento stesso, per non inficiare il risultato ottenuto.
Lo studio del capello in microscopia a luce polarizzata permette il controllo dello stato e dell'evoluzione di un'alopecia androgenetica, la possibilità di adottare ancora una terapia medica o di dover ricorrere necessariamente ad un approccio chirurgico, l'efficacia di una terapia medica che prepari il paziente all'intervento, e la capacità nel post-intervento di mantenere i capelli trapiantati.
In questo senso, la microscopia a luce polarizzata si pone come ausilio al medico in ogni momento del suo iter: nella diagnosi, nella prognosi, nella scelta terapeutica e nel follow-up.

Dott. Daniele Campo - Roma
Alopecia Psicogena: verso una possibile patologia psicosomatica
Introduzione. Si è osservato che la caduta dei capelli comporta la percezione della riduzione della propria attrattiva personale, la paura di invecchiare e presenta una ripercussione negativa sulla vita sociale, associata ad una frequente riduzione del tono dell'umore. Addirittura, si è osservata una peggior qualità di vita in pazienti affetti da questo problema. Altri studi, tuttavia, mettono in dubbio un legame causa-effetto così impostato, suggerendo la possibilità che la perdita dei capelli sia secondaria ad un condizione psicologica di disagio personale. Inquadrata in tale ottica, l'alopecia costituirebbe una malattia psicosomatica in piena regola.
Scopo. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di valutare la possibilità che aspetti psicologici possano rivestire un ruolo causale nella genesi e nel mantenimento della perdita dei capelli in soggetti colpiti da diradamento di capelli di tipo diffuso con associata iperseborrea.
Materiali e metodi. Sono stati arruolati di 29 pazienti con diradamento diffuso, più marcato nell'area media anteriore, tutti i pazienti presentavano iperseborrea.
Risultati. Dei 29 pazienti sottoposti a valutazione psicodiagnostica, 27 hanno mostrato la presenza di un quadro depressivo.
Conclusioni. Il nostro studio sottolinea, comunque, come aspetti psichici possano avere un ruolo determinante nella genesi e nel mantenimento della perdita dei capelli capelli in soggetti colpiti da un diradamento di capelli di tipo diffuso e con associata iperseborrea, mettendoci nelle condizioni di ipotizzare una nuova entità nosografia che si presenta con caratteristiche cliniche ben distinte e che potremmo denominare Alopecia psicogena.

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Sponsor della XXIII Riunione della Società Italiana di Tricologia

PHYTO: l'ecologia dei capelli - SAME: laboratori farmaceutici savoma medicinali

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Casa San Bernardo
Roma - Via Laurentina 289
tel. 06 5407651 - tel. 06 5407645
http://www.casasanbernardo.it

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La quota di Partecipazione è fissata in 125 Euro (comprensiva del pranzo di lavoro) e verrà utilizzata anche per sostenere le spese del Giornale Italiano di Tricologia®.

Se sei interessato a presentare una tua comunicazione scientifica sul tema prendi contatto con il dott. Andrea Marliani amarlia@tin.it tel. 055.577075 .

Se vuoi dormire a Casa San Bernardo prenota per tempo, telefona allo 06 5407651 / 06 5407645, la sera del 20 ottobre saremo insieme per una cena conviviale al ristorante della Casa San Bernardo stessa.

Per ulteriori informazioni contatta il dott. Daniele Campo daniele.campo@ortodermico.it tel. 06.86205757 .

La tua partecipazione, in considerazione del tuo interesse e del tuo impegno nel campo tricologico, ci sarebbe particolarmente gradita.
Ti prego di rispondere in ogni caso a questo avviso, in quanto per una migliore organizzazione di questo evento abbiamo bisogno di conoscere in anticipo il numero dei partecipanti.
Cordialmente

Dott. Daniele Campo
(Presidente della Società Italiana di Tricologia)



Particolare di semi di griffonia