Istituto Ortodermico Italiano dott. Daniele Campo, dott. Alfredo Rossi, dott. Giuseppe Genovesi
L´istituto
Trattamento Medico
Trattamento Chirurgico
Igiene e Prevenzione
Cartella Stampa
Link Consigliati
HON Disclaimer
Visita Tricologica

MALI ESTREMI? ECCO I RIMEDI DI BASE

Quando le chiome sono particolarmente rovinate, secche, opache e la caduta è eccessiva, o anomala e persistente (oltre il mese), alle cure generali di fine estate già evidenziate (maschere, impacchi, oli lavanti) occorre aggiungere formule più mirate e, se necessario, di attinenza medica. Ecco gli step base.

  • Per un danno di media entità può essere sufficiente una cura-urto mensile con applicazioni locali di lozioni e integratori specifici per capelli, per esempio a base di vitamina E, di aminoacidi come ornitina, metionina, taurina, o con estratti naturali antiossidanti, per esempio di soia, tè verde.

  • Se il diradamento è già in atto, configurandosi così un'alopecia androgenetica, occorre l'intervento specialistico (dermatologo e/o tricologo). Per cercare di riattivare il ciclo riproduttivo dei bulbi possono essere utili le lozioni a base di farmaci, come il minoxidil e l'idrocortisone, oppure formulazioni più complesse che contengono anche piccole parti di sostanze ormonali tipo 17 alfa estradiolo. "Utili anche i preparati a base di sostanze naturali come la Nipononivea, estratta da una pianta giapponese, che ha un riscontro assimilabile a quello della finasteride, ma senza effetti collaterali", dice il dermatologo Fabio Rinaldi. A proposito delle compresse di finasteride di sintesi, Daniele Campo, medico tricologo, aggiunge: "ormai sono il farmaco d'elezione per contrastare la miniaturizzazione progressiva del follicolo e del capello nei soggetti predisposti e, dunque, per irrobustire i capelli, perché viene impedita la trasformazione del testosterone nel diidrotestosterone, processo che è alla base dell'alopecia androgenetica. Però, può essere usato esclusivamente sotto controllo medico e, nella donna, solo dopo la menopausa o, durante la vita fertile, con contemporanea assunzione di una pillola contraccettiva, perché in caso di gravidanza potrebbe comportare danni al feto".
    In fase di studio, ma già utilizzata in diversi Paesi, è la dutasteride, che ha un'azione simile, ma più completa, della finasteride poiché agisce su entrambi i recettori enzimatici del bulbo (sia sul tipo 1, sia sul tipo 2). "Come la finasteride, anche il dutasteride va utilizzata sotto strettissimo controllo medico", puntualizza Rinaldi.

  • Nel caso di un diradamento già molto evidente, il rimedio d'elezione è l'autotrapianto, in particolare quello monobulbare, che si effettua in day hospital, in anestesia locale. "Dalla zona posteriore del cuoio capelluto, ovvero dove i follicoli non contengono l'enzima 5 alfa reduttasi, si preleva una striscia di cuoio capelluto dalla quale si isolano le singole unità follicolari che sono quindi trapiantante nelle zone diradate mediante incisioni puntiformi. I capelli iniziano a ricrescere dopo 3 mesi", dice Campo. L'autotrapianto, però, è una soluzione più idonea per l'alopecia androgenetica maschile, poiché nella donna il diradamento, pur minore, di solito coinvolge anche la zona posteriore della testa.


(Claudia Bortolato)