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Quando le chiome sono particolarmente
rovinate, secche, opache e la caduta è eccessiva,
o anomala e persistente (oltre il mese), alle cure
generali di fine estate già evidenziate (maschere,
impacchi, oli lavanti) occorre aggiungere formule
più mirate e, se necessario, di attinenza medica.
Ecco gli step base.
- Per un danno di media entità può
essere sufficiente una cura-urto mensile con applicazioni
locali di lozioni e integratori specifici per capelli,
per esempio a base di vitamina E, di aminoacidi
come ornitina, metionina, taurina, o con estratti
naturali antiossidanti, per esempio di soia, tè
verde.
- Se il diradamento è già in atto,
configurandosi così un'alopecia androgenetica,
occorre l'intervento specialistico (dermatologo
e/o tricologo). Per cercare di riattivare il ciclo
riproduttivo dei bulbi possono essere utili le lozioni
a base di farmaci, come il minoxidil e l'idrocortisone,
oppure formulazioni più complesse che contengono
anche piccole parti di sostanze ormonali tipo 17
alfa estradiolo. "Utili anche i preparati a
base di sostanze naturali come la Nipononivea, estratta
da una pianta giapponese, che ha un riscontro assimilabile
a quello della finasteride, ma senza effetti collaterali",
dice il dermatologo Fabio Rinaldi. A proposito delle
compresse di finasteride di sintesi, Daniele Campo,
medico tricologo, aggiunge: "ormai sono il
farmaco d'elezione per contrastare la miniaturizzazione
progressiva del follicolo e del capello nei soggetti
predisposti e, dunque, per irrobustire i capelli,
perché viene impedita la trasformazione del
testosterone nel diidrotestosterone, processo che
è alla base dell'alopecia androgenetica.
Però, può essere usato esclusivamente
sotto controllo medico e, nella donna, solo dopo
la menopausa o, durante la vita fertile, con contemporanea
assunzione di una pillola contraccettiva, perché
in caso di gravidanza potrebbe comportare danni
al feto".
In fase di studio, ma già utilizzata in diversi
Paesi, è la dutasteride, che ha un'azione
simile, ma più completa, della finasteride
poiché agisce su entrambi i recettori enzimatici
del bulbo (sia sul tipo 1, sia sul tipo 2). "Come
la finasteride, anche il dutasteride va utilizzata
sotto strettissimo controllo medico", puntualizza
Rinaldi.
- Nel caso di un diradamento già molto evidente,
il rimedio d'elezione è l'autotrapianto,
in particolare quello monobulbare, che si effettua
in day hospital, in anestesia locale. "Dalla
zona posteriore del cuoio capelluto, ovvero dove
i follicoli non contengono l'enzima 5 alfa reduttasi,
si preleva una striscia di cuoio capelluto dalla
quale si isolano le singole unità follicolari
che sono quindi trapiantante nelle zone diradate
mediante incisioni puntiformi. I capelli iniziano
a ricrescere dopo 3 mesi", dice Campo. L'autotrapianto,
però, è una soluzione più idonea
per l'alopecia androgenetica maschile, poiché
nella donna il diradamento, pur minore, di solito
coinvolge anche la zona posteriore della testa.
(Claudia Bortolato)
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