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Il trattamento
delle malattie dei capelli, in particolare il trattamento
degli effluvi e dei defluvi, è molto spesso lungo
e difficile.
Non esistono attualmente cure miracolose in grado
di dare rapidamente quei risultati che i pazienti
vorrebbero e che, talvolta, si attendono. D'altra
parte, siamo convinti che qualunque defluvio, seguito
nel tempo, durante la sua evoluzione, curato adeguatamente
e con competenza, possa sempre essere rallentato nel
suo decorso naturale, possa spesso essere bloccato
e talvolta anche invertito, con ricrescita parziale
dei capelli perduti.
I capelli, che gli antropologi ed i biologi amano
spesso definire "inutili annessi cutanei", hanno per
l'essere umano un profondo valore simbolico, sul quale
è inutile discutere! La loro funzione è quella di
essere visti ed "ammirati".
Il paziente che si rivolge al medico per la perdita
o la caduta di capelli, reale o presunta che sia,
è spesso un soggetto psicologicamente "fragile", talvolta
in stato di profondo sconforto, ed il compito del
medico è quello di dargli il suo aiuto, non potendo
sempre "guarirlo".
Il paziente con defluvio, alopecia o calvizie ha diritto
alla attenzione del medico; egli deve sentirsi ascoltato
e capito perché si formi quel rapporto di fiducia,
"empatia", essenziale alla riuscita di qualsiasi trattamento
terapeutico.
Il medico deve ad un tempo esercitare tutto il suo
spirito critico verso quei prodotti dermocosmetici
disponibili in commercio la cui attività terapeutica
non è nè dimostrata né dimostrabile ma deve al contempo
essere a conoscenza di quanto realmente, in termini
di terapia, si può dare al paziente.
Davanti ad una alopecia il medico non dovrà più comportarsi
da guaritore o da ciarlatano prestandosi a essere
il tramite di "manovre commerciali" che reclamizzano
prodotti la cui efficacia non si basi su un ragionamento
scientifico ma solo economico e teso a sfruttare la
sofferenza psicologica di questi soggetti.
Alle soglie del 2000 anche il capitolo "alopecia"
dovrà pian piano uscire da quel limbo di incertezze
e faciloneria che fatalmente rende lecito ciò che
è utile solo commercialmente.
Dott.
Andrea Marliani - Firenze
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