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FINASTERIDE Come Perché e Quando
funziona L'impiego della finasteride in tricologia come anche già, da diversi anni, in urologia nella terapia della ipertrofia prostatica, si basa sulla capacità di questa sostanza di inibire parzialmente l'attività della 5 alfa reduttasi, l'enzima che converte il testosterone nel più attivo diidrotestosterone, il quale nella prostata stimola l'ipertrofia della cellule muscolari che circondano l'uretra maschile provocando una minzione difficoltosa e nel cuoio capelluto determina una precoce miniaturizzazione delle strutture del follicolo pilifero ed una maggiore secrezione sebacea. La quantità di 5 alfa reduttasi presente sul cuoio capelluto sembra essere legata ad una ereditarietà di tipo dominante ed insieme ad altri fattori determinanti, come la quantità di recettori dei recettori degli androgeni a livello follicolare, determina nell'insieme una ereditarietà di tipo multigenico.
E' buona norma, oltre ad informare il proprio assistito sui possibili risultati, sui possibili effetti collaterali e sulla durata della terapia, eseguire prima di cominciare la terapia alcuni accertamenti clinici per valutarne la capacità di corretta metabolizzazione del farmaco e non incorrere in un accumulo che aumenterebbe la percentuale di insorgenza degli effetti collaterali. Questi esami in particolare valutano la funzionalità epatica e renale, monitorizzano periodicamente il livello degli androgeni circolanti e degli ormoni che ne determinano la produzione ed infine indagano sulla possibilità di essere già affetti da patologie alla prostata che con la terapia rischierebbero di mantenersi asintomatiche e passando inosservate per un certo tempo (in pratica emocromo, transaminasi, bilirubina, gamma G T, colesterolemia, azotemia, glicemia, creatininemia, prolattinemia, TSH, testosterone, diidrotestosterone, FSH, LH, SHBG, APS (antigene prostatico specifico, ecografia pelvica). Personalmente ritengo valido l'impiego della finasteride nella alopecia di tipo maschile soprattutto in considerazione delle altre possibili alternative esistenti in campo medico. Nella mia pratica ambulatoriale la utilizzo in accoppiamento con lozioni a base di cocktail costituiti da progesterone, minoxidil ed estogeni coniugati in alcool. L'autotrapianto è comunque l'unica risoluzione per coloro che vogliono un aumento netto della copertura delle aree frontali. Il farmaco del futuro potrebbe essere un antiandrogeno come la finasteride che possa però transitare attraverso la barriera cutanea e quindi essere utilizzato per via topica con un minore rischio di effetti collaterali oppure un farmaco che abbia una maggiore affinità farmacologica verso la 5 alfa reduttasi e che quindi possa inibirla in maniera più selettiva, cosa che con la finasteride avviene solo parzialmente. Referenze bibliografiche: Ultimo aggiornamento il 5 marzo 2002 |