da "Class, novembre '97"

 

Come salvarsi la testa

Molti giovani si rasano i capelli a zero per fermare la caduta: non serve a nulla. Sarebbe meglio invece... Ormai è un problema anche per i più giovani: il 60% degli uomini sotto i 30 anni è colpito da un principio di calvizie. Passati i 30 la percentuale sale al 70%. E il fenomeno colpisce anche il 22% delle donne. C'è un dettaglio che evidenzia il fenomeno: il gran numero di ragazzi che sceglie di rasarsi completamente i capelli. Alcuni lo fanno per spirito di emulazione, dal momento che questo è il look scelto da grandi campioni sportivi (da Vialli a Ronaldo) e rockstar. Ma la maggior parte lo fa nella convinzione che la rasatura rinforzi i capelli ed eviti uno sfoltimento ulteriore che, a 25 anni, è difficile da accettare. E invece il problema della caduta dei capelli, come sostengono unanimemente gli specialisti di tricologia, non si risolve con la rasatura. "Tra gli uomini è preponderante l'alopecia androgenetica, causata da stress e inquinamento", afferma Daniele Campo, coordinatore della società italiana di tricologia e direttore sanitario dell'istituto ortodermico italiano di Roma. "La calvizie è provocata, nei soggetti predisposti, da una particolare sensibilità dei follicoli delle aree interessate per il diidrotestosterone, un derivato dell'ormone che regola i caratteri sessuali maschili. L'azione di questa sostanza compromette, nel corso di diversi anni, l'efficienza del ricambio dei capelli". Non è facile prevenire il fenomeno: "Ci sono però alcuni campanelli d'allarme, come il capello grasso, il prurito, la desquamazione", dice Campo. "In questi casi è bene ricorrere a un dermatologo o a un endocrinologo: bisogna infatti agire subito con specifiche lozioni idroalcoliche a base di cocktail ormonali". Ma sono efficaci? "Le grandi speranze riposte in un passato recente nel minoxidil sono state ridimensionate", ammette lo specialista. La sostanza di più recente impiego nella tricologia medica è la finasteride, che però deve essere assunta per via orale e con effetti a volte non da poco: impotenza temporanea e diminuzione della libido in circa il 2% dei pazienti", risponde lo specialista. "In genere, per chiarezza, per prevenire la calvizie androgenetica si prevede una fase correttiva e una fase stimolante. La prima ha la funzione di riportare il cuoio capelluto in condizioni normali, eliminando eventuali condizioni di irritazione, infiammazione, desquamazione, prurito. Nella fase di stimolazione si interviene invece con lozioni attive sul metabolismo del follicolo e sul ciclo di crescita". Ma quando i capelli se ne sono in parte andati e il danno è fatto, non esiste proprio nessun rimedio? "In questi casi non rimane che il trapianto, conclude Campo. (Regina Mezzera).

LE CINQUE REGOLE D'ORO
Lavarsi i capelli due, tre volte la settimana. In alcuni casi addirittura giornalmente. L'alimentazione deve essere bilanciata: mangiate frutta fresca e pesce azzurro, che è ricco di acidi grassi essenziali che favoriscono il corretto trofismo del cuoio capelluto. Chi non ama il pesce può ricorrere al Viscaplus, un integratore marino. Il consumo scarso di frutta fresca può essere invece bilanciato con preparati polivitaminici. Evitare i copricapi in genere e soprattutto i berretti tipo baseball (l'esempio di Arrigo Sacchi dovrebbe convincere anche i più scettici). Causano infatti un aumento della temperatura del cuoio capelluto, quindi una degradazione del sebo più veloce. E i prodotti della degradazione del sebo sono irritanti. Ai fumatori, infine, si consiglia l'assunzione di preparazioni con potente antiossidante: sono buone, in particolare, quelle a base di selenio.

Ultimo aggiornamento il 5 marzo 2002

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